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Il cardiofrequenzimetro Print
 
Written by Steve, on 24-06-2009 11:07
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    Quando iniziai a correre il cardiofrequenzimetro, comunemente conosciuto dai podisti come “il cardio”  era uno strumento poco usato e i pochi modelli che  erano in circolazione costavano molto, quindi al tempo lo consideravo uno strumento non necessario, e l'utilizzo blando che ne dovevo fare non giustificava la spesa. Oggi le cose sono cambiate, ce ne sono in commercio di varie case e vari prezzi, più o meno complessi che consentono di analizzare vari aspetti dell’allenamento, ce ne sono con navigatori gps inclusi, con Ipod integrato, ed altri invece più semplici con i quali si tiene sotto controllo l’impegno fisico attraverso la rilevazione dei battiti cardiaci.
Image
RS400

Due anni fa ne decisi l'acquisto, uno per curiosità, due perché volevo avere dei punti di riferimento per qualificare il mio allenamento e, da parte mia, cambiò considerevolmente il significato della parola correre, poiché ho capito che per un runner, avere dei riferimenti è fondamentale.
Sono molti i podisti che hanno il cardio ma pochi quelli che lo usano regolarmente e al meglio, convinti che sia uno strumento che condizioni il naturale svolgimento degli allenamenti, al contrario invece è un ottimo strumento per controllare la risposta dell’organismo ad uno specifico stimolo allenante, specialmente chi come me, riesce con difficoltà a dosare lo sforzo, l’impegno fisico e a riconoscere le andature di corsa, con questo strumento si può quindi calibrare l’impegno da tenere sia negli allenamenti ed anche nelle gare più lunghe.
Per impostare le varie andature di corsa usate per fare scattare quegli adattamenti fisici che migliorano le prestazioni, bisogna conoscere la massima frequenza cardiaca, da questa si stabiliscono le pulsazioni alle quali correre le sedute, come ho riportato in tabella; dalla frequenza massima si decurtano i battiti relativi al tipo di allenamento.

Esempio: il lungo lento io lo svolgo ad una frequenza cardiaca di 150/154 bpm (FC max 184 - 30)

 Lungo lento Corsa Lenta
Corsa lunga
svelta
 Corsa media  Rip. corte
1 km
 Rip. medie
2 km
 Rip. lunghe 3km o più
-30/35
 -25/30  -15/20  -15  -5 -8
 -10


Questo è un modo abbastanza approssimativo di procedere, l'ottimo sarebbe quello di svolgere un test da laboratorio o di campo, per stabilire la propria soglia anaerobica (SAN), e su questo dato tarare le andature di corsa, magari di questo ne parleremo in un'altra occasione.
Il cardio a mio parere personale, è divenuto un compagno di corsa indispensabile, sia per il principiante che per il podista più evoluto poiché come già detto, si hanno sempre sotto controllo il numero di giri a cui sta girando il proprio motore.

Per completezza, sotto riporto un esempio di uno dei grafici elaborati da un software apposito, dove si vede l'andamento della frequenza cardiaca in una prova di corsa, (nello specifico la Staffetta 6x1 ora corsa il 14/06/09), si può notare nell'impostazione della corsa una buona dosatura dello sforzo, per il 90% sotto la soglia anaerobica , (banda arancione SAN) e nel finale l'aumento della FC, dove ho corso gli ultimi giri sopra soglia e a FC max nello sprint finale.
Per un neofita questo vuol dire tutto e niente, ma vedremo prossimamente il significato di SAN (soglia anaerobica), per poter leggere nei nostri battiti cardiaci, e capire quello che ci dicono.

Buone corse.


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