
Partenza da Misurina
Alla fine dei giochi 8 ore separano l'arrivo del primo dal passaggio dell'ultimo sotto la porta del traguardo, in mezzo, ci stanno 1077 podisti amanti della montagna che si sono dati appuntamento sulle dolomiti del Cadore per arricchirsi di un
qualcosa di misto tra fatica e sudore, difficoltà e arditismo, questo
qualcosa non è tangibile ma sicuramente permanente, visto che la maggior parte dei podisti non è alla prima esperienza con questa corsa.
La Camignada o la ami o la odi non c'è via di mezzo, la provi una volta, ti fa male e ti prosciuga le energie, ma i molti in cuore sanno che ci ritorneranno, perché questo
qualcosa ormai è dentro di loro.

Alfio, Barbara, Davide, Steve
A questa 37a edizione il gruppo podistico ha partecipato con quattro runners Alfio, Davide, io e Barbara portando a casa dei bei tempi sulla distanza dei 30 Km.
La corsa come dal post precedente, si svolge ogni prima domenica di agosto con partenza da Misurina (1752 m) ed arrivo al lago di Auronzo (864 m), toccando i sei rifugi alpini: Auronzo (2330 m), Lavaredo (2344 m), Locatelli (2405 m), Pian di Cengia (2522 m), Comici (2224 m) e Carducci (2297 m).
Come da buon auspicio la giornata è stata molto bella e soleggiata, lo si è visto subito a Misurina quando le ombre ancora lunghe dei partecipanti si affaccendavano nella preparazione alla partenza;
per fortuna lo sparo del via alle 8.00 è arrivato velocemente poiché il clima era diciamo, fresco, e stare in canottiera ad attendere non è stato molto agevole. Il freddo è scomparso subito comunque, visto che alle prime rampe di salita è scivolata sul viso la prima gocciolina di sudore.
I primi 50 minuti di salita al rifugio Auronzo sono molto duri certi passaggi ti devi aiutare con le mani, da parte mia l'altitudine si fa subito sentire con gambe pesanti e con una ricerca spasmodica di ossigeno, questi primi segni mi fanno capire che le prossime ore non saranno una passeggiata.
Fortunatamente questo stato di crisi man mano che proseguivo è scemato, probabilmente il fisico ha iniziato a reagire e accettare questo stato di stress non comune negli altri giorni dell'anno.
Le Tre Cime di Lavaredo sono sempre lì a vigilare, silenziose ed imponenti troneggiano lungo i 30 km che portano fino ad Auronzo di Cadore. Quasi mai si può alzare lo sguardo senza rimanere estasiati da questo spettacolo della natura, ed in alcuni punti lo sguardo è meglio non staccarlo dal terreno, i sentieri sono stretti, lo strapiombo è profondo, non è permesso nessun calo di concentrazione se non si vuole incorrere in una rovinosa caduta.

Verso rifugio Locatelli
Molto suggestiva l'attraversamento di un ghiacciaio nella salita che porta a Forcella Giralba (2431 m), come la lunga scia di piccoli omini che si snoda lungo il sentiero che porta dal rifugio Comici al rifugio Carducci, nel primo si tiene un passo ordinato in fila, poi su, più in alto ognuno cerca con l'azione delle braccia quella spinta che ti porti a raggiungere l'ultima vetta; la fila si frastaglia negli ultimi metri, ognuno pensa di trovare la via più breve, la più facile, l'ultima fatica... al di là solo l'illusione della liberazione con l'ultima discesa della Val Giralba, altrettanto infida e pericolosa come la salita, sono nove chilometri che ti tolgono tutte le ultime energie rimaste, quando arrivi giù non ne hai più, la luce della riserva si accende e vedere il cartello che indica che mancano sei chilometri all'arrivo è come una bastonata sulle gambe, i chilometri sembrano avere l'elastico, non finiscono mai, anche i più piccoli dislivelli della ciclabile che porta ad Auronzo danno fastidio. L'arrivo al palazzetto del ghiaccio in riva al lago è una vera liberazione, ti fa sentire felicemente distrutto, e hai la consapevolezza di essere riuscito in un'impresa non comune a tutti, e la certezza che il prossimo anno sarai nuovamente al via.

Salita verso Pian di Cengia

Verso rifugio Carducci
I tempi di arrivo di noi partecipanti sono più che buoni distanziati da pochi minuti, e con la riconferma della grande esperienza di Alfio, che riesce ad avere ancora ragione anche sui più giovani.